— yeki bud, yeki nabud — C’era e non c’era una volta, con questa formula iniziano le fiabe persiane. Con questa formula, vorrei cominciare: c’era e non c’era una volta, la luce.
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Plinio racconta che la pittura nacque quando una giovane donna di Corinto, figlia del vasaio Butade, tramite la luce di una lanterna tracciò sulla parete il contorno dell’ombra dell’amato in procinto di partire per la guerra. La pittura nasce dunque non dal volto, né dal semplice desiderio di riprodurlo, ma da un’ombra che, tramite la fonte luminosa, appare sulla superficie. La pittura in questo racconto nasce dalla necessità di circoscrivere con una linea ciò che non poteva essere trattenuto. Impronta di un corpo presente e, nello stesso tempo, annuncio della sua scomparsa. L’ombra in effetti diviene la soglia sulla quale presenza e assenza coincidono. Tracciarla significa allora dare forma a ciò che sta scomparendo, affinché qualcosa dell’amato continui ad apparire anche quando egli non sarà più visibile. La storia della pittura occidentale pertanto cominciò da un gesto d’amore rivolto non tanto a riprodurre una presenza, quanto a custodirne l’imminente assenza…… non fermarti, leggi tutto l’articolo »
